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Saper fare d'alto rango

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Savona

Descrizione:

Nata a Savona nel 1971, all’età di soli 10 anni inizia a frequentare il laboratorio di famiglia dove apprende dal padre i rudimenti dell’arte della glittica alla ruota.
Frequenta il liceo artistico e successivamente l'Istituto Europeo di Design di Torino, dove si diploma in grafica. L'approfondimento delle conoscenze teoriche sulle tecniche vetrarie, contemporaneamente alla continua attività incisoria, le forniscono un'altissima capacità esecutiva.
Nel 1993 apre un proprio laboratorio ed esegue, su commissione dei Lions Club liguri, 93 vasi in vetro da collezione incisi a mano e numerati. In questo periodo instaura una collaborazione proficua e duratura con vetrerie toscane, muranesi, nomi della moda e dell’arredamento per la casa, come Christian Dior, per il quale realizza servizi da tavola.
Il rango di artista internazionale le è riconosciuto nel 2000 con l’invito a partecipare all’11° Salon décoration et jardin, nel Principato di Monaco.
Il suo nome appare su quotidiani e riviste del settore, le interviste e i servizi fotografici sulle sue creazioni sono pubblicati da testate di prestigio quali AD, Marie Claire Maison, Gente Casa.

materiali: ceramica, vetro

Indirizzo

  • Mappa Artigiano

Contatti

  • Via Pietro Giuria , 5/R, Savona, SV
  • : +39 019 8429884
  • : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Orari:
    9:00 - 12:00
    15:00 - 19:00
  • Chiusura: lunedì, domenica
  • Su appuntamento: No
  • Servizi al pubblico:
  • L’industria globale del lusso è tuttora dominata da marchi europei: e questo è un dato di fatto che nel medio termine non dovrebbe conoscere rilevanti cambiamenti. Nonostante molte discussioni, possiamo dire che sono ancora assai pochi i marchi di lusso che sono emersi da mercati in rapida crescita come la Cina, o anche da mercati più maturi come il Nord America. L’Europa rimane il cuore commerciale e spirituale del lusso: un fattore importante, se consideriamo quanti vantaggi competitivi, specialmente nella manifattura, stanno migrando verso est. Una delle ragioni più importanti a spiegazione di questa situazione risiede in quelle che potremmo definire le proprietà culturali del marchio. Per «culturali» mi riferisco a quella reputazione nazionale, difficile da definire eppure assai rilevante, che si è sviluppata a livello regionale o locale in relazione sia a particolari capacità artigianali (pensiamo alla lavorazione della pelle a Firenze, per esempio) sia a una qualità specifica (le briglie in pelle colorate con tinture vegetali tipiche dell’Inghilterra). Ciò è spesso rafforzato da quello che si definisce «heritage», che corrisponde al lungo periodo di tempo durante il quale una particolare competenza è stata sviluppata in una data regione. Presi insieme, questi aspetti culturali e creativi (che contribuiscono alla reputazione del brand e della nazione stessa) rappresentano asset di «soft power» di grande rilevanza, importanti per il successo dell’industria del lusso anche quando non intesi in questa accezione. E la componente artigianale di questo «soft power» è un fattore critico intrinsecamente legato sia ai valori dei singoli brand sia a una più ampia reputazione nazionale.

    Credo anche che i brand del lusso non si limitino a essere beneficiari di un «soft power» nazionale positivo, ma che contribuiscano a loro volta, in una sorta di spirale virtuosa, alla reputazione del loro Paese fungendo da ambasciatori, ovvero comunicando (a clienti che si trovano in mercati rilevanti ma lontani) i nostri valori nazionali contemporanei in maniera più efficace e più significativa rispetto a quanto facciano i nostri governi. Analogamente, i settori indipendenti del lusso e del mestiere d’arte possono contribuire ai valori tangibili di autenticità ed esclusività. Élite è forse una brutta parola, ma perché non aspirare a essere i migliori? In Europa cerchiamo di essere una società aperta ed equa, il che contribuisce in maniera non irrilevante alla forza del nostro «soft power»: ma è una conquista che costa cara. Lottare per arrivare agli standard più elevati ripaga in termini di business globale, ma anche a livello locale può ingenerare una legittima aspirazione al miglioramento e un senso di prosperità.

    Vorrei quindi dire che sia i brand del lusso sia gli artigiani che nel lusso lavorano dovrebbero essere più fieri e consapevoli del loro contributo culturale e commerciale, da cui viene anche la responsabilità di mantenere gli standard elevati, di investire in nuove risorse, di combattere per preservare le nostre competenze più significative, di innovare. Dobbiamo anche, credo, essere preparati a lavorare più duramente per influenzare la classe politica e spiegare non solo quali siano le nostre credenziali in merito al «soft power», ma anche quali siano i nostri contributi all’economia, alle finanze pubbliche e all’occupazione. Alcuni governi trovano ancora difficile considerare le cose belle e ben fatte alla stregua delle produzioni industriali. E anche se tante piccole e micro imprese portano a numeri consistenti in termini di occupazione, esse tendono a essere troppo difficili da inquadrare da parte dei governi, che non potendole misurare non riescono a valorizzarle e tesaurizzarle. Ma non sono solo i politici quelli che dobbiamo persuadere. Dobbiamo fare in modo che i mestieri d’arte siano maggiormente presi in considerazione anche dai giovani, così che si possa disporre di più apprendisti per il futuro. Per quanto sia spinoso ammetterlo, nonostante alcuni recenti passi avanti il design è ancora visto come una disciplina assai più affascinante che non i mestieri del fare; una parte della soluzione sta dunque nel dare maggior prestigio ai mestieri d’arte, rendendoli così più attraenti.

  • Era nelle intenzioni del suo fondatore, il collezionista e studioso londinese Herbert Percy Horne, fare della propria dimora la sede prestigiosa dove conservare le sue collezioni, ma anche un luogo pulsante di vita utile a conoscere la storia e l'arte. Nelle sale del museo Horne il Santo Stefano di Giotto emerge in tutta la sua importanza, ma la collezione comprende anche autori come Filippo Lippi, Bernardo Daddi, Simone Martini, Pietro Lorenzetti, Dosso Dossi, Antonio Rossellino, Jacopo Sansovino, Agnolo di Polo, Jacopo del Sellaio, Luca Signorelli, Pietro di Giovanni d’Ambrosio, Niccolò di Segna, Piero di Cosimo, Desiderio da Settignano, Bartolomeo Ammannati, Lorenzo di Credi, Carlo Dolci, Gian Lorenzo Bernini, Domenico Beccafumi, il Giambologna e una preziosissima tavola di Masaccio: i pezzi esposti sono oltre seimila.
    Dalla fine dell'Ottocento questi capolavori insoliti di pittura, scultura, ceramica, oreficeria, mobili, placchette, sigilli e stoffe convivono elegantemente e in piena armonia nella sede di palazzo Corsi, nel quartiere di Santa Croce a Firenze.

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Recensioni
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QUALITÀ ARTIGIANALE

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COMPETENZA E PROFESSIONALITÀ

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ORIGINALITÀ

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ATMOSFERA E AMBIENTE

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SERVIZIO E CORTESIA

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RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO

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AvatarEgle De Dominicis

Cordialità e professionalità

Ottobre 2016

Sono cliente abituale di questa splendida bottega, ogni oggetto è curato nel più piccolo dettaglio e l'artista è disponible a cercare di accontentare ogni tipo di richiesta da parte del cliente! Vasi, soprammobili, palline di natale.. Lo consiglio vivamente, non sono mai rimasta delusa.
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Egle De Dominicis
2016-10-29T15:21
AvatarGiovanna Pasqualini

Savona

Bella scoperta!!!

Novembre 2016

In una zona se pure del centro, sicuramente meno frequentata rispetto altre, in via Pietro Giuria, ho scoperto un negozietto veramente bello e di squisita raffinatezza!!! La proprietaria è una giovane signora che propone diversi oggetti di cristallo ideali non solo per la propria casa ma anche per preziosi regali adatti a tutte le tasche!!! Questa è stata una piacevole sorpresa e sicuramente tornerò nel periodo natalizio.
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Giovanna Pasqualini
2016-11-18T13:12
AvatarFausto Capano

Savona

La bellezza del cristallo inciso a Savona

Dicembre 2016

Vanessa Cavallaro incide con elegante sapienza il cristallo, trasformando la materia in oggetto d’arte. Visitare la sua bottega significa entrare in una dimensione onirica, nella quale la trasparenza si anima in forme e bellezza. Sicuramente da visitare.
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Fausto Capano
2016-12-26T23:12
Vanessa Cavallaro
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Domande e risposte

  • Avatar

    Vanessa Cavallaro

    09 Febbraio 2017 at 09:39 |
    Vuoi provare ad incidere sul vetro? contattami!

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